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Licciana
Nardi |
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Tre
statue stele risalenti a quattromila anni fa, ritrovate in questa
zona, testimoniano che l'insediamento umano nei pressi di Licciana
Nardi ha origini antichissime. Nel medioevo dopo essere stato
conteso tra bizantini e longobardi, il borgo passa sotto il dominio
della famiglia Moregnano per passare in seguito ai Malaspina.
Durante questo periodo il centro visse un periodo di relativa
pace in cui la famiglia riuscì a mantenere il potere fino
al 1797, anno in cui il generale francese Chabot abolì
il feudalesimo.
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Con
l'avvento dei nuovi dominatori, vennero portate riforme che favorirono
l'uguaglianza sociale ma, nonostante tutto ciò, il comune
di Licciana non trasse significati vantaggi e non visse anni di
sviluppo. Dopo il congresso di Vienna il borgo passò dei
periodi di instabilità politica che erano il riflesso dei
grandi mutamenti politici in atto in quell'epoca. In un primo
tempo i territori della valle del Taverone rimasero sotto il dominio
del duca di Modena ma in seguito i diversi comuni si divisero
per motivi politici. Da una parte c'erano i centri che parteggiavano
per il Granducato di Toscana mentre dall'altra c'erano località
che si schierarono dalla parte del Regno Sabaudo.
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Proprio
in questo periodo Licciana conosce il momento più significativo
e memorabile della sua storia. Tra i più fedeli compagni
di Ciro Menotti nei moti del 1831 c'era la famiglia dei Nardi
che sostenne con ardore le nuove idee rivoluzionarie. Nonostante
la sconfitta, Anarcarsi Nardi decise di continuare nel progetto
e partecipò alla spedizione dei fratelli Bandiera dove
purtroppo incontrò la morte. Per onorare la memoria di
uomini così ambiziosi e coraggiosi la municipalità
di Licciana decise di associare al proprio nome quelli dei Nardi.
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